Elisabetta al castello di Kenilworth

GAETANO DONIZETTI:

ELISABETTA AL CASTELLO DI KENILWORTH

Melodramma in 3 atti su libretto di Leone Andrea Tottola da Leicester, ou Le château de Kenilworth di Eugène Scribe

  • PERSONAGGI:

Elisabetta, regina d’Inghilterra (soprano)

 Alberto Dudley, conte di Leicester (tenore)

 Amelia Rosbart, sua segreta consorte (soprano)

 Warney, scudiero del conte (baritono)

 Lambourne (basso)

 Fanny (mezzosoprano)

 cavalieri, dame, domestici, guardie, soldati, popolo (coro)

  • LUOGO: Inghilterra al Castello di Kenilworth
  • EPOCA: Duranteil regni di Elisabetta I

Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 6 luglio 1829

TRAMA:

La regina ha intenzione di rendere visita al conte di Leicester, uno dei suoi favoriti, al suo castello. Egli però ha una giovane moglie  Amelia Robsart, della quale è innamorato e timoroso di dispiacere alla sovrana, ordina a Lambourne, suo servitore, di nascondere Amelia per tutto il tempo della permanenza di Elisabetta. La giovine viene dunque rinchiusa in un appartamento del castello da Warney, scudiero del conte. Warney cerca di sedurla e per riuscirci le dice mentendo che ella è stata rinchiusa lì poiché il conte non la ama più. Amelia rifiuta le profferte dello scudiero, scatenando l’ira di quest’ultimo. Amelia, riuscita a fuggire, si imbatte casualmente nella regina. Piangendo, si lamenta dunque del trattamento inflittole da Leicester, pensando che egli l’abbia tradita. Furiosa, Elisabetta domanda spiegazioni al conte e al suo scudiero: Warney, mentendo, dice che Amelia è sua moglie, ma a questo punto Leicester si fa avanti e rivela di essere sposato con Amelia e la regina, in collera, lo scaccia. Warney, sempre in cerca di vendetta, cerca di avvelenare Amelia, ma il suo tentativo viene sventato dalla fedele Fanny, cameriera di questa. Finalmente, Elisabetta ordina di arrestare Warney, perdona Leicester e Amelia e approva la loro unione tra il giubilo generale

Edizioni memorabili: nel 1989 registrata con Mariella Devia, Denia Mazzola Gavazzeni, Josef Kundlàk, Barry Anderson, direttore  Jan Latham-Koenig.

ASCOLTO: E’ paga appien quest’alma

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