Isabeau

PIETRO MASCAGNI

ISABEAU leggenda drammatica in 3 parti su libretto di Luigi Illica

  • PERSONAGGI:
Ermyngarde
Soprano
Ermyntrude
Soprano
Folco
Tenore
Giglietta
Soprano
il cavalier Faidit
Baritono
Isabeau
Soprano
l’araldo maggiore
Baritono
messer Cornelius
Basso
re Raimondo
Basso
  • EPOCA: «A’ bei dì lontani quando la Leggenda correva il mondo, quando, al caldo soffio di una primavera di idealità, su da tutte le terre pullulava il fiore della Fantasia e sbocciava l’Eroe o l’Eroina, giù nei tuguri o su in alto nelle aurate Reggie, tra i figli della gleba e del bosco o tra le bionde pulzelle incoronate: Poesia di Popolo e Poesia di Re»

Prima rappresentazione: Teatro Colon di Buenos Aires, 2 giugno 1911

  • TRAMA: Re Raimondo cerca un marito per la principessa Isabeau organizzando un torneo, ma lei non vuole scegliere un marito. Quando il re la costringe a girare nuda per la città, la gente rifiuta di guardarla in segno di rispetto. Inoltre, essa richiede al re l’emanazione di un editto di condanna alla cecità a chiunque osi guardarla. Ignaro del decreto, il falconiere Folco guarda casualmente Isabeau durante il suo giro e viene arrestato. Quando Isabeau lo visita in carcere, si innamora di lui e implora il padre di perdonarlo. Tuttavia, il ministro del re, esalta le passioni del popolo che salgono dalla folla e uccide Folco. Isabeau, distrutta dal dolore, si uccide sul suo corpo morente
  • APPROFONDIMENTO:

Nell’autunno del 1904 Luigi Illica propose, prima a Marco Enrico Bossi e poi a Puccini, la ‘tela’ di questo soggetto di ambientazione medievale liberamente tratto dalla Lady Godiva di Alfred Tennyson. Ma nessuno dei due accettò, e in seguito anche Franchetti espresse un rifiuto. Nel 1908 lo accettò invece, con grande entusiasmo, Pietro Mascagni. «Io intendo che Isabeau sia una cosa tutta nuova e che rappresenti la esatta e compiuta estrinsecazione del concetto che ho del melodramma moderno. E per ciò occorre una preparazione lunghissima ed un lavoro di limatura eccezionale. Quando sentirai quel poco che ho fatto, ti convincerai che un genere d’opera come questa che ho impiantato, non si butta giù in pochi mesi. Aggiungi poi che ho già concepito un tipo di strumentale che lascerà a distanza astronomica tutti i Debussy e gli Strauss di questo mondo», scriveva il compositore al librettista in quello stesso anno.

Mascagni, prima dell’incontro con D’Annunzio per Parisina , sembra assumere toni già dannunziani in questo Medioevo da favola. Lontana da qualsiasi realismo, tutta pervasa da un clima di sogno, l’opera non si articola in veri e propri pezzi chiusi (se si eccettua la stentorea ‘Canzone del falco’ di Folco), bensì in lunghi declamati. All’orchestra è affidato il compito di descrivere atmosfere di fiaba, come la trasognata e sinfonica cavalcata di Isabeau, sottolineata da uno scampanio in sottofondo. (Dizionario dell’Opera)

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