Madame Sans-Gêne

UMBERTO GIORDANO

Madame Sans-Gêne, commedia in tre atti su libretto di Renato Simoni dalla commedia omonima di V. Sardou e E. Moreau.

  • PERSONAGGI:

Caterina Hubscher (Madame Sans-Gêne), stiratrice (soprano)

Toniotta, stiratrice (soprano)

Giulia, stiratrice (soprano)

La Rossa, stiratrice (soprano)

Lefebvre, sergente guardia nazionale (tenore)

Fouché (baritono)

Il Conte Neipperg (tenore)

Vinaigre, tamburino (tenore)

La regina Carolina (soprano)

La Principessa Elisa (soprano)

Despréaux, maestro di ballo (tenore)

Gelsomino, valletto (baritono)

Leroy, sarto (baritono)

De Brigode, ciambellano di corte (tenore)

Napoleone (baritono)

La Signora De Bülow, dama di corte (soprano)

Roustan, capo dei Mammalucchi (baritono)

Coro e comparse, Borghesi, bottegai, popolani, popolane, guardienazionali, artiglieri, Dame di Corte, ufficiali e diplomatici,accademici, valletti, cacciatori, due mammalucchi.

PRIMA RAPPRESENTAZIONE: 25 gennaio 1915, Metropolitan New York

Direttore della “prima” : Arturo Toscanini

  • TRAMA:

Protagonista è la lavandaia e stiratrice alsaziana Caterina Hubscher, detta Madame Sans-Gêne perché è «piccante, petulante, spumeggiante, lesta di mano e di parola». A Parigi nell’agosto 1792, mentre la folla assale le Tuileries, Caterina, fidanzata con il sergente Lefebvre, prima dà rifugio all’ambiguo Fouché (il futuro ministro di Napoleone), poi nasconde l’austriaco Neipperg, inseguito dalla folla e ferito. Diciannove anni dopo il sergente Lefebvre, per meriti di guerra, è diventato maresciallo e sua moglie Caterina è la duchessa di Danzica. I due vivono al castello di Compiègne; alla corte di Napoleone ci sono anche Fouché, ora ministro, e il conte di Neipperg. Ma le sorelle dell’imperatore e le altre dame poco apprezzano i modi da popolana dell’ex stiratrice. Inutilmente un maestro di ballo e un sarto cercano di insegnarle le buone maniere. Persino l’imperatore ha consigliato a Lefebvre di divorziare, ma il maresciallo ama troppo la moglie. Così Napoleone convoca Caterina per rimproverarla, ma l’irruente alsaziana riconosce in lui il giovane che tanti anni prima, malvestito e affamato, non pagava i conti alla stiratrice. La sua carta vincente è il conto non pagato di Napoleone, che estrae deliziosamente dal corpetto al momento cruciale. Nel ricordare con lei i giorni della rivoluzione, l’Imperatore allegramente si addolcisce e la dispensa permanentemente dal dovere di apparire a corte. La crisi è risolta, Caterina e Levebvre si dichiarano il loro imperituro amore.

  • APPROFONDIMENTO:

Era stato Giuseppe Verdi a suggerire a Umberto Giordano di musicare Madame Sans-Gêne , la commedia di Sardou e Moreau, ma ciò che spaventava Giordano era il dover far cantare un personaggio come Napoleone. Così il progetto rimase in un cassetto: qualche anno più tardi il compositore ne riparlò con Camille Saint-Saëns il quale, in merito ai dubbi sul Napoleone cantante, gli consigliò di riservare all’imperatore parti declamate, più che vere e proprie romanze e cabalette; del resto lo stesso Sardou metteva in scena un Napoleone sorpreso nella propria intimità familiare, e non sul campo di battaglia. Nel 1910 Giordano assistè a Parigi a una recita della commedia di Sardou interpretata da Gabriella Réjane e, cancellate tutte le perplessità, si decise infine a comporre l’opera sullo stesso soggetto.

Giordano si trovava a suo agio con questo intreccio, come testimoniano i precedenti di Andrea Chénier e Fedora . Ma qui ha voluto cimentarsi con un divertissement storico, dove alterna sapientemente l’eroico al comico, le scene d’amore alle ironiche lezioni di ballo, avvalendosi di frequenti citazioni (dalla ‘Marsigliese’ alla ‘Carmagnola’, a ‘Ça Ira’) per caratterizzare l’ambientazione storica; e non mancano marce e valzer alla corte di Napoleone. Ma, tra minuetti e riproposte di un Settecento ormai perduto, spicca la forte personalità di Caterina; a lei l’autore riserva pagine di grande effetto, come i duetti d’amore con Lefebvre o la scena con Napoleone, affidandole anche un piccolo tema di carattere popolare che ritorna spesso nel corso dell’opera – ricca di scene di conversazione – e che ben si attaglia alla scanzonata personalità della protagonista.

Rappresentazioni memorabili: Modena, Teatro Comunale con Mirella Freni e Giorgio Merighi, direttore Stefano Ranzani

                     Madame San Gene2

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