Il figliuol prodigo

AMILCARE PONCHIELLI

Il figliuol prodigo, opera in 4 atti su libretto di Angelo Zanardini, ispirata al noto brano del Vangelo secondo Luca

  • PERSONAGGI:

Ruben, capo di una tribù d’Israele (basso)

Azaele, suo figlio (tenore)

Amenofi, avventuriero e settario assiro (baritono)

Jeftele, pupilla di Ruben (soprano)

Nefte, avventuriera, compagna d’Amenofi (mezzosoprano)

Sirio, Nubio, incantatore di serpenti (mimo)

Pastori e Fanciulle giudee – Sacerdoti e Sacerdotesse d’Ilia – Signori e Cortigiane assire – Popolo di Ninive – Cammellieri (coro)

Prima rappresentazione: 26 dicembre 1885, Milano Teatro alla Scala

  • TRAMA:

Atto primo. Presso la valle di Gessen. Ruben attende il figlio Azaele, da tempo assente, per la celebrazione della Pasqua ebraica. Giunge invece Amenofi, un assiro diretto a Ninive; egli racconta che il giorno prima un giovane ha salvato una fanciulla del suo popolo da morte certa, suscitando in tutti ammirazione e riconoscenza (“Di Gerzabel nell’oasi”). Questi, che è lo stesso Azaele, compare di lì a poco con la sorella di Amenofi, Nefte. Ammaliato dalle lusinghe dei due assiri e pur amando Jeftele, pupilla di Ruben, Azaele ottiene dal padre la sua parte degli averi e il permesso di partire.

Atto secondo. A Ninive. Amenofi vorrebbe uccidere Azaele sperando di avere mano libera su Jeftele, che segretamente desidera, ma Neefe, sinceramente innamorata di Azaele, si rifiuta di assecondare le mire del fratello. In seguito Amenofi vince al gioco le sostanze di Azaele; Ruben e Jeftele, giunti in cerca del giovane, assistono impotenti alla cerimonia alla quale Azaele e Amenofi, pur nella reciproca ostilità, partecipano in qualità di iniziati.

Atto terzo. Nel tempio di Ilia, Jeftele viene catturata e portata dinanzi ad Amenofi; questi le promette la vita in cambio dell’amore ma la fanciulla rifiuta con sdegno. Amenofi, minacciandola si allontana. Giunge Azaele, tormentato dal rimorso; riconosciuta Jeftele e constatata l’impossibilità di salvarla, il giovane si accusa alla presenza dei sacerdoti di sacrilegio e viene trascinato via per essere gettato nel Tigri.

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