Linda di Chamounix

GAETANO DONIZETTI:

Linda di Chamounix, melodramma semiserio in 3 atti su libretto di Gaetano Rossi, tratta da La Grace de Dieu di Adolphe-Philippe d’Ennery e Gustave Lemoine.

  • PERSONAGGI:
  • Linda (soprano)
  • Pierrotto, giovane orfano savoiardo (contralto)
  • Carlo, Visconte di Sirval (tenore)
  • Antonio, affitaiuolo, padre di Linda (baritono)
  • Maddalena, madre di Linda (soprano)
  • Il marchese di Boisfleury ( basso)
  • Il prefetto (basso)
  • L’intendente del feudo (tenore)
  • Savoiardi, fanciulli (coro)

Prima rappresentazione: Teatro di Porta Carinzia di Vienna, il 19 maggio 1842.

  • TRAMA:

 Atto I

Il marchese di Boisfleury trama per poter avere Linda, figlia di Antonio e Maddalena, fingendo di volerla proteggere. I due genitori temono per la figlia, e Linda, amante segreta di Carlo (in realtà il Visconte di Sirval e nipote del marchese), per fuggire alle insidie del marchese con Pierrotto e alcuni amici savoiardi si reca a Parigi.

Atto II

Linda vive in un appartamento che Carlo le ha offerto e si è arricchita, ma viene raggiunta dal Marchese, che tenta ancora di sedurla. Linda lo respinge. Intanto, Antonio, è giunto a Parigi per rivedere la figlia, ma non la riconosce nella ricca signora che è diventata. Quando Linda si rivela, temendo che abbia perduto il suo onore, Antonio la ripudia. A complicare la situazione è la notizia di Pierrotto, che comunica che Carlo ha sposato una donna di nobili origini. Linda perde la ragione ed impazzisce, e viene riportata a Chamounix.

 Atto III

Carlo torna a Chamounix, ed apprende la situazione di Linda, e le spiega che aveva rifiutato le nozze imposte dalla madre. Linda così riacquista la ragione e l’opera si conclude nella felicità generale.

  • APPROFONDIMENTO:Opera di mezzo carattere, Linda di Chamounix è la prima delle due scritte da Donizetti per il Teatro di Porta Carinzia (la seconda fu Maria di Rohan ). Tra le opere semiserie di Donizetti è forse la più riuscita, perché la parte del buffo (il marchese) è la più importante dopo quella dei protagonisti e appare meglio inserita nella vicenda. Inoltre Donizetti vi impiega, e con una libertà che non trova riscontro nel passato, formule melodrammatiche non convenzionali accanto a numeri musicali di struttura più tradizionale. Notevole è poi il ricorso, per caratterizzare ogni personaggio dell’opera, a particolari effetti strumentali oppure a temi ricorrenti come quello di Pierotto, o a quello dell’amore di Linda e Carlo, tratto dal celebre duetto “A consolarmi affrettati” (I,4). Quest’ultimo, senz’altro il brano più celebre dell’opera, prevede la classica tripla esposizione del tema principale che appunto, come una sorta di Leitmotiv (e in modo analogo, ma più sviluppato, rispetto a Lucia di Lammermoor ), ritornerà nei momenti più efficaci della vicenda: nella scena della follia di Linda (“No, non è ver mentirono”), in quella del suo ritorno a Chamounix e, infine, allorché Carlo le restituisce la ragione. Si approfondisce inoltre in quest’opera il progressivo superamento, iniziato con Lucrezia Borgia , della successione irrelata di episodi solistici, dalla scrittura per lo più virtuosistica, in favore del duetto, giocato sul rapporto tra i due personaggi e sul loro confronto. (Fonte: Dizionario dell’Opera Baldini&Castoldi)
  • EDIZIONI CELEBRI: Teatro alla La Scala, con Margherita Rinaldi e Alfredo Kraus diretti da Gianandrea Gavazzeni.

ASCOLTI:

Oh luce di quest’anima (Linda)

No non è ver mentirono (scena della pazzia)

Se tanto in ira agli uomini (Carlo)

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