Rosmonda d’Inghilterra

GAETANO DONIZETTI:

Rosmonda d’Inghilterra, è un’opera in due atti su libretto di Felice Romani, si basa sulla leggenda inglese di Rosamund Clifford, amante di Enrico II.

  • PERSONAGGI:

Enrico II, re d’Inghilterra (tenore)

Eleonora di Gujenna, sua consorte (mezzosoprano)

Arturo, paggio (mezzosoprano)

Clifford, istitutore del re (basso)

Rosmonda, sua figlia e amante di Enrico (soprano)

Seguito della regina (coro)

  • Prima rappresentazione: Firenze, Teatro della Pergola 27 febbraio 1834
  • TRAMA:

La regina Leonora è conscia del tradimento del marito, Enrico II d’Inghilterra, ed è intenzionata a scoprire la rivale. L’amante è la bella Rosmonda, figlia del consigliere del re, Clifford, ignara che il suo amante sia il re d’Inghilterra. Enrico la tiene nascosta dalla corte per timore della vendetta di Leonora, ma la regina riuscirà comunque a scoprire il castello, con la complicità del paggio Arturo, invaghito segretamente di Rosmonda. Clifford, intanto, è deciso a far redimere il re e la sua amante, ma quando scopre che l’amante non è altri che la figlia, le rivela l’identità di Enrico e il suo matrimonio con Leonora. Enrico afferma di poterlo sciogliere, scatenando le ire di Leonora, che medita vendetta. Rosmonda allora decide di fuggire dall’Inghilterra, temendo di poter essere una causa di contrasto tra i regnanti, e decide di partire con Arturo. Ma non riesce a fuggire perché viene accoltellata nel giardino dalla gelosa regina, tra il dolore di tutti quanti.

  • Edizioni storiche: Rosmonda fu eseguita in forma di concerto nel 1975 a Londra, con il soprano australiano Yvonne Kenny nel ruolo della protagonista. Nel 1996 fu incisa per l’etichetta Opera Rara, con Renée Fleming nel ruolo di Rosmonda.
  • ASCOLTO:

Ouverture

Perchè non ho del vento l’infaticabil volo

  • Curiosità:

Composta per la compagnia di Lanari e destinata a Firenze, l’opera seguì di due mesi il trionfo di Lucrezia Borgia . Il libretto sulle vicissitudini amorose della ‘Fair’ Rosamond, scritto originariamente per Coccia ( Rosmunda, Venezia 1829), venne modificato per l’opera di Donizetti, abbreviando l’introduzione, dilatando il ruolo di Arturo e rimaneggiando un terzetto.

La fortuna dell’opera fu limitata, infatti dopo la ‘prima’ fiorentina il lavoro venne ripreso solo a Livorno (1845) e poi quasi del tutto dimenticato. L’energia creativa di Donizetti sembra qui affievolirsi, e la caratterizzazione psicologico-musicale dei personaggi appare solo a tratti. Benché testimoni la discontinuità dello stile donizettiano – Torquato Tasso , di un anno anteriore è ben più aggiornata, l’opera racchiude comunque pagine significative, come l’aria di sortita e la successiva cabaletta di Rosmonda (rese famose dal loro riutilizzo nella versione francese di Lucia di Lammermoor ) o il duetto “Tu morrai, tu m’hai costretta” (Rosmonda, Eleonora), nel quale la gelosia della regina è resa attraverso l’accentazione irregolare sui tempi deboli. Il Larghetto concertato “Chiuse il dì per te la ciglia” fu integralmente trasferito nel Poliuto e, conseguentemente, in Les Martyrs , ennesima testimonianza dei frequentissimi ‘prestiti interni’ donizettiani.

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