Adelia

GAETANO DONIZETTI:

Adelia, Melodramma serio in 3 atti su libretto di Felice Romani e Girolamo Maria Marini.

  • PERSONAGGI:
  • Carlo, duca di Borgogna (baritono)
  • Oliviero, conte di Fienna (tenore)
  • Arnoldo, capo degli arcieri francesi al servizio del duca (basso)
  • Adelia, sua figlia (soprano)
  • Comino, ciamberlano del duca (tenore)
  • Odetta, amica di Adelia (mezzosoprano)
  • Uno scudiero di Oliviero (basso)
  • Paggi e soldati (coro)

Prima rappresentazione: Roma, Teatro Apollo, 11 Febbraio 1841.

  • EPOCA: XIV secolo
  • LUOGO: In Borgogna, Perona, residenza del duca di Borgogna
  • TRAMA:

Atto I

Arnoldo vuole vendicarsi del giovane conte Oliviero che si era introdotto furtivamente nella camera di sua figlia Adelia, e denuncia l’accaduto al duca Carlo di Borgogna, visto che una legge vieta ai nobile le relazioni sentimentali con il volgo, pena la morte. Vedendo però la disperazione dei due giovani e la loro intenzione di sposarsi, Arnoldo cerca di intercedere presso il duca, il quale finge di accordare il suo perdono.

Atto II

Il duca pensa, in realtà, di giustiziare il conte Oliviero durante la celebrazione, ma Adelia, avvertita da Comino delle intenzioni del duca Carlo di Borgogna decide di differire le nozze che, dopo le invettitive di Oliviero e di suo padre, perde i sensi.

Atto III

Le nozze non vengono svolte e Adelia è impazzita al pensiero che Oliviero possa essere condannato a morte per causa sua, ma ritorna in sé dopo aver saputo che suo padre ha ricevuto un titolo nobiliare. A questo punto Adelia e Oliviero possono convolare a nozze nel tripudio generale.

  • Curiosità: L’opera fu composta a Parigi durante le prove della Favorite . Il libretto, scelto dall’impresario romano Vincenzo Jacovacci, era già stato musicato da Carlo Coccia con il titolo La figlia dell’arciere (Napoli 1834). Poiché la vicenda si concludeva con il suicidio della protagonista, Jacovacci impose un nuovo terzo atto dal finale lieto, suscitando le riserve di Donizetti che avrebbe preferito un libretto concepito ex novo .
  • APPROFONDIMENTO: 

La prima rappresentazione, in parte turbata dalle proteste degli spettatori, indignati dal comportamento dell’impresario che aveva venduto i biglietti senza tenere conto della disponibilità del teatro, registrò soprattutto un successo personale di Giuseppina Strepponi nei panni della protagonista. Solo a Napoli l’opera suscitò un reale e sincero entusiasmo. A dispetto del parere negativo dello stesso Donizetti, che trovava il libretto «senza situazioni, senza passioni, senza effetti e con versi non atti ad eccitare l’estro», Adelia contiene molte pagine riuscite: il finale primo, nel quale la fiera perorazione di Arnoldo, che rivendica l’onore perduto della figlia, si accompagna a una scrittura orchestrale complessa e timbricamente ricercata; il secondo atto, il migliore, in parte esemplato sulla Gabriella di Vergy ; il primo duetto tra Adelia e Oliviero, nel quale due varianti dello stesso motivo servono a Donizetti per sottolineare il diverso, quasi opposto, stato d’animo dei due personaggi. L’opera fu spesso ripresa a Napoli, ma già negli anni Sessanta del secolo scorso era uscita dal repertorio. In tempi recenti Montserrat Caballé ha proposto in recital l’aria del terzo atto “Le nostr’anime che il cielo univa”. (Fonte: Dizionario dell’opera)

  • Edizioni celebri: gennaio del 1998 al  Teatro Carlo Felice di Genova, con Mariella Devia (Adelia), Stefano Antonucci (Carlo),  Octavio Arévalo (Oliviero), Boris Martinovich (Arnoldo) sotto la direzione di John Neschling.
  • Ascoli:
  1. Siam giunti
  2. Fui presaga … ah tu lo vedi
  3. Tutto di te sollecito
  4. Ah no non posso
  5. Che fia di me
  6. Ah mi lasciate

 

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