Caterina Cornaro

GAETANO DONIZETTI:

Caterina Cornaro, tragedia lirica in un prologo e due atti su libretto di Giacomo Sacchero,  ispirata alla vita di Caterina Cornaro, regina di Cipro dal 1474 al 1489.

  • PERSONAGGI:
  • Caterina Cornaro (soprano)
  • Matilde, amica di Caterina (mezzosoprano)
  • Gerardo (tenore)
  • Lusignano, re di Cipro (basso)
  • Mocenigo, ambasciatore di Venezia (basso)
  • Andrea Cornaro, padre di Caterina (basso)
  • Strozzi, capo degli sgherri (tenore)
  • Un cavaliere del re (tenore)
  • Dame, cavalieri, sgherri, guardie del re, guerrieri, popolo (coro)

Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo 12 gennaio 1844

  • LUOGO: Prologo in Venezia. Atto primo e secondo in Cipro.
  • TRAMA:

PROLOGO

Venezia. Il matrimonio fra Caterina e Gerardo viene interrotto inaspettatamente dall’ambasciatore Mocenigo, che comunica al padre della sposa che il Consiglio dei Dieci ha stabilito che Caterina dovrà sposare il re di Cipro Lusignano. Gerardo medita allora di rapire l’amata, ma Mocenigo terrorizza Caterina con la notizia che un’azione simile avrebbe avuto come conseguenza la condanna a morte di Gerardo: la donna non può far altro che mentire all’amato e dirgli che non lo ama più. Gerardo parte sconvolto.

 Atto I

Nicosia. Il piano di Mocenigo prevede una rivolta per far sì che Venezia assuma il controllo dell’isola, e l’uccisione di Gerardo. Lusignano si è intanto reso conto che il suo matrimonio con Caterina non è altro che una mossa politica del Consiglio dei Dieci.

Una banda di sgherri si prepara a tendere un’imboscata a Gerardo, che viene però salvato dall’intervento del re. Il giovane non riconosce subito il sovrano, e gli rivela i suoi sentimenti per Caterina e il suo dolore per il suo “tradimento”; poi però, quando viene a sapere che sta parlando col re in persona, si vergogna delle sue parole e chiede perdono. Lusignano e Gerardo si giurano amicizia, e Gerardo promette di proteggerlo contro la congiura.

Lusignano, debole e ammalato, rivela a Caterina che ha saputo da Gerardo del suo passato; arriva proprio Gerardo, e i due innamorati possono chiarirsi. Caterina spiega al giovane perché, per ragioni politiche, ha dovuto rifiutarlo. Gerardo a sua volta informa Caterina della congiura per eliminare Lusignano, ma in quel momento arriva Mocenigo. L’ambasciatore vorrebbe che la stessa Caterina entri a far parte della congiura, ma interviene lo stesso Lusignano, che dichiara guerra a Venezia.

 Atto II

Gerardo, fedele alla promessa data al re, ha scelto di schierarsi contro i Veneziani; le dame di corte, terrorizzate, assistono alla battaglia. Caterina è raccolta in preghiera, e riceva la lieta notizia della vittoria di Cipro; la sua gioia però dura poco: entra Lusignano, morente, sorretto da Gerardo. Il re muore, non prima però di aver affidando le sorti del popolo alla sposa. L’opera si conclude con un vibrante discorso patriottico di Caterina (che va inserito nel contesto risorgimentale che preludeva ai moti del 1848).

  • Approfondimento:

Commissionata dall’impresario del teatro viennese di Porta Carinzia, Bartolomeo Merelli, sull’onda del successo caloroso della Linda di Chamounix , l’opera fu composta nei mesi che intercorrono tra le ‘prime’ di quest’ultima e del Don Pasquale . Il debutto venne cancellato: i viennesi si accorsero che lo stesso soggetto era stato musicato l’anno precedente da Franz Lachner e chiesero al compositore di sostituirlo. Donizetti si dedicò alla Maria di Rohan , rappresentata al Teatro di Porta Carinzia nel giugno 1843, e cercò un teatro che ospitasse l’opera rifiutata. Due mesi dopo il trionfo del Dom Sébastien a Parigi, Caterina fu fischiata al San Carlo di Napoli. Il compositore, al quale non era stato possibile assistere alle prove e alla concertazione della partitura, aveva previsto lucidamente l’insuccesso: «Attendo con ansietà le nuove del fiasco di Caterina Cornaro a Napoli. La Goldberg per primadonna è la mia prima rovina senza saperlo. Scrissi per un soprano, mi danno un mezzo! Dio sa se Coletti, se Fraschini intendono le parti come le intesi io; Dio sa se la censura qual macello ha fatto», scriveva al cognato nel gennaio 1844. Nell’inverno 1844-45 si dedicò a un rifacimento, che prevedeva un finale diverso; la nuova versione fu rappresentata a Parma (2 febbraio 1845), protagonista Marianna Barbieri-Nini. La vicenda è tratta dal libretto che Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges scrisse per La Reine de Chypre di Jacques Fromental Halévy (Parigi 1841), libretto che servì anche come traccia per La regina di Cipro di Giovanni Pacini (Torino 1846). La vicenda storica di Caterina Cornaro, letta in una luce risorgimentale nel libretto di Sacchero, aveva anche ispirato una tragedia di Scribe e un dipinto di Hayez ( Giorgio Cornaro inviato a Cipro dalla Repubblica Veneta fa conoscere alla Regina Caterina Cornaro, sua parente, ch’ella non è più padrona del suo regno ecc., 1842). Alcuni tocchi di colore locale differenziano l’ambientazione del prologo (Venezia) da quella degli atti successivi (Cipro): nel preludio, ad esempio, compare una barcarola che Caterina ascolterà più avanti, cantata dalle voci lontane dei gondolieri, da una stanza di palazzo Cornaro. (Dizionario dell’opera)

  • Edizioni celebri: La ripresa in tempi moderni ha avuto luogo al San Carlo di Napoli, nel 1972, con Leyla Gencer, Renato Bruson e Giacomo Aragall. Leyla Gencer ha cantato l’opera l’anno successivo, in forma di concerto, alla Carnegie Hall di New York; nell’autunno dello stesso anno Montserrat Caballé ha eseguito Caterina alla Salle Pleyel di Parigi
  • Ascolti:

Torna all’ospite tetto, Leyla Gencer

Io trar non voglio, José Carreras

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