I due Foscari

GIUSEPPE VERDI:

I due Foscari, tragedia lirica in 3 atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto da The Two Foscari di Lord Byron.

  • PERSONAGGI:

Francesco Foscari, Doge di Venezia, ottuagenario (baritono)

Jacopo Foscari, suo figlio (tenore)

Lucrezia Contarini, sua moglie (soprano)

Jacopo Loredano, membro del Consiglio dei Dieci (basso)

Barbarigo, senatore (tenore)

Pisana, amica e confidente di Lucrezia (mezzosoprano)

Fante del Consiglio dei Dieci(tenore)

Servo del Doge(basso)

Membri del Consiglio dei Dieci e Giunta, Ancelle di Lucrezia, Dame veneziane, Popolo e Maschere d’ambo i sessi (coro e comparse)

  • EPOCA: 1457
  • LUOGA: Venezia

Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina 3 novembre 1844

  • TRAMA:

Atto I

Nel Palazzo Ducale di Venezia si riuniscono i membri della Giunta e del Consiglio dei Dieci per prendere una decisione importante. Essi devono decidere se confermare o meno l’esilio di Jacopo Foscari, figlio del Doge, rientrato nella città veneta e qui arrestato. Questi è incolpato del duplice omicidio di due parenti di Jacopo Loredano, suo principale accusatore. Jacopo Foscari, tratto dalle carceri, attende di esser portato davanti al Consiglio. Egli decanta la bellezza della sua città e lo struggimento per il lungo esilio da essa. Lucrezia Contarini, moglie di Jacopo, difende l’innocenza del marito ma quando apprende che gli è stato comminato un nuovo esilio ella dà sfogo al suo sdegno contro i nobili veneziani. I senatori uscendo dal Consiglio invece inneggiano alla giustizia veneziana, che sa anche condannare il figlio di un Doge. Quest’ultimo rimasto solo disperato piange la condizione del figlio. Sopraggiunge la nuora Lucrezia e lo supplica di far annullare la sentenza; ma il Doge risponde che una lettera scritta da Jacopo pare accusarlo e nulla può più fermare la legge veneziana. Insieme piangono la cattiva sorte che colpisce l’amato congiunto.

Atto II

Richiuso nel carcere Jacopo Foscari vede in un momento di delirio il fantasma del Conte di Carmagnola, che pare accusarlo perché il padre lo aveva condannato a morte. Colpito dal cattivo presagio Jacopo Foscari sviene. Sopraggiunge Lucrezia per riferirgli del nuovo esilio e poi il padre; avvolti da una grande commozione essi pregano e sperano di potersi ricongiungere in futuro. Infine Jacopo Foscari viene condotto davanti al Consiglio che gli ordina di partire per l’esilio a Creta, senza neppure il conforto della moglie e dei figli. A questa prospettiva egli sente la morte già avvicinarsi.

Atto III

Mentre San Marco si riempie di persone in festa per la prossima regata, Jacopo e Lucrezia si salutano e l’esiliato parte, brutalmente allontanato dai suoi cari da Loredano che ne affretta l’avvio. Il Doge solo e afflitto piange la scomparsa dei suoi tre figli ed ora l’abbandono del quarto. Sopraggiunge il Barbarigo che reca una confessione scritta da un reo che si accusa degli omicidi addebitati al figlio. Mentre il Doge esulta per la prova d’innocenza sopraggiunge Lucrezia portando la notizia della morte di Jacopo, deceduto per il gran dolore. Compaiono infine i membri del Consiglio che chiedono al Doge di rinunciare alla carica. Offeso e ferito egli depone le insegne ed esce accompagnato da Lucrezia. Mentre si allontana sente le campane di San Marco che annunciano già il nuovo Doge e, gemendo ancora, anch’egli muore.

  • APPROFONDIMENTO:Opera integralmente tragica e, come ebbe a scrivere anni dopo lo stesso Verdi, di «una tinta, un color troppo uniforme», I due Foscari rivela dunque un clima drammaturgico che in seguito Verdi cercherà sempre di evitare, mirando piuttosto a una sintesi armoniosa di generi di diversa natura (culmine di questo processo sarà Rigoletto ). Come ebbe a scrivere ad Antonio Somma, il principale inconveniente dei Due Foscari era la mancanza di varietà: «È una corda sola, elevata (…) ma pur sempre la stessa»; ciò si traduce in una trama non coinvolgente, esile e incapace di dar voce in modo convincente ai tre atti di Piave. Malgrado ciò, l’opera possiede un carattere intimo e raccolto che anticipa Luisa Miller e un’inventiva formale che, più che altrove, si allontana dalle consuetudini: con il duetto Lucrezia-Foscari che conclude il primo atto (“Tu pur lo sai che giudice”), Verdi inaugurò quel duetto in più sezioni, obbediente alle regole formali del pezzo chiuso e al tempo stesso capace di assicurare lo svolgersi dell’azione drammatica, che avrebbe trovato la sua più completa realizzazione nella grande scena Violetta-Germont nel secondo atto della Traviata ; I due Foscari è inoltre la prima opera nella quale Verdi rinunciò alla ‘stretta’ nei concertati, ritornandovi solo saltuariamente in seguito. Il linguaggio è armonicamente più ricercato rispetto a Ernani e alla maggior parte delle opere degli ‘anni di galera’, l’orchestrazione raffinata; infine, Verdi impiegò per la prima volta la tecnica della reminiscenza tematica, ma solo per alcuni personaggi (Lucrezia e Jacopo in particolare). Una nuova rappresentazione dei Due Foscari ebbe luogo il 17 dicembre 1846 a Parigi, al Théâtre Italien; in seguito, l’opera non fu valutata positivamente e dovette attendere la ‘Verdi Renaissance’ per essere nuovamente allestita.
  • ASCOLTI:

Atto primo

1 Preludio

2 Introduzione

  • Coro Silenzio… Mistero… (Coro) Scena I-II

3 Scena e Aria di Jacopo

  • Scena Qui ti rimani alquanto (Jacopo) Scena III
  • Aria Dal più remoto esiglio (Jacopo) Scena IV
  • Tempo di mezzo Del Consiglio alla presenza (Fante, Jacopo) Scena V
  • Cabaletta Odio solo, ed odio atroce (Jacopo) Scena V

4 Scena, Coro e Cavatina di Lucrezia

  • Scena No… mi lasciate (Lucrezia) Scena VI
  • Coro Resta: quel pianto accrescere (Coro) Scena VI
  • Cavatina Tu al cui sguardo onnipossente (Lucrezia, Coro) Scena VI
  • Tempo di mezzo Che mi rechi?… favella… (Lucrezia, Pisana) Scena VII
  • Cabaletta O patrizi, tremate (Lucrezia, Pisana, Coro) Scena VII

5 Coro

  • Coro Tacque il reo (Coro) Scena VIII

6 Scena e Romanza del Doge

  • Scena Eccomi solo alfine (Doge) Scena IX
  • Romanza O vecchio cor, che batti (Doge) Scena IX

7 Scena e Duetto Doge e Lucrezia

  • Scena L’illustre dama Foscari (Servo, Doge, Lucrezia) Scena X
  • Duetto Tu pur lo sai che giudice (Doge, Lucrezia) Scena X
  • Tempo di mezzo Di sua innocenza dubiti? (Lucrezia, Doge) Scena X
  • Cabaletta Se tu dunque potere non hai (Lucrezia, Doge) Scena X

Atto secondo

8 Introduzione, Scena e Aria di Jacopo

  • Scena Notte!… perpetua notte (Jacopo) Scena I
  • Aria Non maledirmi, o prode (Jacopo) Scena I

9 Scena e Duetto di Lucrezia e Jacopo

  • Scena Ah sposo mio (Lucrezia) Scena II
  • Duetto No, non morrai (Lucrezia, Jacopo) Scena II
  • Tempo di mezzo Tutta è calma la laguna (Voci, Jacopo, Lucrezia) Scena II
  • Cabaletta Speranza dolce ancora (Lucrezia, Jacopo) Scena II

10 Scena, Terzetto e Quartetto

  • Scena Ah padre!… Figlio!… Nuora!… (Jacopo, Doge, Lucrezia) Scena III
  • Terzetto Nel tuo paterno amplesso (Jacopo, Doge, Lucrezia) Scena III
  • Tempo di mezzo Addio… Parti?… Conviene…’ (Doge, Jacopo, Lucrezia) Scena III-IV
  • Cabaletta Ah! sì, il tempo che mai non s’arresta (Jacopo, Doge, Lucrezia, Loredano) Scena IV

11 Finale II

  • Coro Che più si tarda? (Coro) Scena V
  • Scena O patrizi… il voleste (Doge) Scena VI-VII-VIII
  • Sestetto Queste innocenti lacrime (Jacopo, Lucrezia, Doge, Barbarigo, Loredano, Pisana) Scena VIII
  • Stretta del finale II Parti, t’è forza cedere (Doge, tutti) Scena VIII

Atto terzo

12 Introduzione

  • Coro Alla gioia, alle corse, alle gare (Coro) Scena I
  • Scena Ve’! come il popol gode (Loredano, Barbarigo) Scena II
  • Barcarola Tace il vento, è queta l’onda (Coro) Scena II

13 Scena e Aria di Jacopo

  • Scena La giustizia del Leone! (Popolo, Loredano, Barbarigo, Lucrezia, Jacopo) Scena III-IV
  • Aria All’infelice veglio (Jacopo, Lucrezia) Scena IV
  • Tempo di mezzo Messer, a che più indugiasi? (Loredano, Lucrezia, Jacopo) Scena IV
  • Concertato Ah padre, figli, sposa (Jacopo, Lucrezia, Barbarigo, Pisana, Loredano, Coro) Scena IV

14 Recitativo e Aria di Lucrezia

  • Scena Egli ora parte! (Lucrezia) Scena V-VI-VII
  • Aria Più non vive!… l’innocente (Lucrezia) Scena VII

15 Scena, Aria del Doge, Finale ultimo

  • Scena Signor, chiedon parlarti i Dieci… (Servo, Doge) Scena VIII-IX
  • Aria Questa è dunque l’iniqua mercede (Doge, Barbarigo, Loredano, Coro) Scena IX
  • Tempo di mezzo Che venga a me, se lice (Doge, Coro, Loredano, Lucrezia, Barbarigo) Scena IX-X
  • Finale Quel bronzo feral (Doge, Loredano, Barbarigo, Lucrezia, Coro) Scena X

 

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