Betly, o la capanna svizzera

GAETANO DONIZETTI:

Betly o la capanna svizzera, opera buffa in un atto su libretto del medesimo compositore, tratta da Le châlet di Eugène Scribe e Mélesville.

  • PERSONAGGI:

Betly (soprano)

Max, suo fratello (baritono)

Daniele (tenore)

Prima rappresentazione: Napoli, Teatro Nuovo 21 agosto 1836.

  • LUOGO: L’azione si rappresenta in Appenzell. Cantone della Svizzera.
  • TRAMA:L’azione di svolge in Svizzera, e nella capanna di Betly. Costei è contenta della propria vita modesta e della propria libertà. I contadini del villaggio ordiscono uno scherzo ai danni del giovane Daniele: gli fanno recapitare una falsa lettera in cui Betly si dichiara innamorata di lui e gli espone la propria intenzione di sposarlo. Daniele si reca nella capanna, ma Betly lo respinge. In questo frangente torna dopo quindici anni Max, sergente e fratello di Betly. Ella al momento non lo riconosce e questi, resosi conto della situazione, decide di aiutare Daniele a conquistare la sorella Betly. Lo stratagemma è questo: Max decide di sistemarsi per la notte con i propri soldati nella capanna. Betly chiede allora a Daniele di fermarsi anche lui per proteggerla dai militari. Max entra nella capanna e vi scopre Daniele e Betly da soli. Per questo sfida Daniele a duello e allora Betly (per evitare che questo soccomba in duello) dichiara che si tratta del proprio marito. Per completare la finzione firma un contratto di nozze e a questo punto Max svela la propria identità. Solito finale lieto: Daniele corona il suo sogno e Betly si scopre innamorata anch’essa di lui.
  • APPROFONDIMENTO:

    Composta tre mesi dopo Il campanello , Betly condivide con quest’opera la particolarità di essere una delle due per le quali Donizetti scrisse, oltre alla musica, anche il libretto. Recatosi a Parigi nel 1835, su invito di Rossini che gli aveva commissionato Marin Faliero , il musicista aveva probabilmente assistito a una rappresentazione di Le Chalet di Adam (Parigi 1834) e di Scribe – che a sua volta aveva tratto il proprio libretto da Jery und B&aulm;tely , un Singspiel di Goethe (1780; intonato per la prima volta da Peter von Winter, Monaco, 1790) – e aveva ottenuto il permesso di ridurlo per le scene italiane. La prima rappresentazione ebbe esito incerto soprattutto per la prestazione del baritono Giuseppe Fioravanti, ormai in declino, nella parte di Max. Tuttavia, quando Donizetti scrisse per lui una nuova cavatina la situazione migliorò sensibilmente e il successo giunse in breve persino al re, che si recò di persona ad assistervi accompagnato dalla famiglia.

Affine nell’intreccio e per il carattere dei personaggi all’ Elisir d’amore , Betly rappresenta un’ideale fase di passaggio da questo alla più tarda Fille du régiment . Opera raffinata, contiene pagine armonicamente curate e con un delicato senso del colore, come il coro iniziale e la successiva ‘tirolese’ di Betly, che tratteggia efficacemente l’indole originale e stravagante della protagonista. Ampliata nel settembre 1837 (Donizetti divise il libretto in due atti, aggiunse un finale al primo e un terzetto al secondo) risultò meno convincente dal punto di vista drammatico e con maggiori influenze rossiniane. La seconda versione fu rappresentata probabilmente a Napoli, al Teatro del Fondo, il 29 settembre di quell’anno consegnando un buon successo. (Dizionario dell’Opera)

  • ASCOLTI:

L’Opera in 10 minuti

In questo semplice modesto asilo

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