Maria di Rudenz

GAETANO DONIZETTI:

Maria di Rudenz, dramma tragico in 3 parti su libretto di Salvatore Cammarano, tratto da La nonne sanglante di Anicet-Bourgeois, Cuvelier e Maillan; The monk di Matthew Gregory Lewis.

  • PERSONAGGI:

Maria di Rudenz (soprano)

Matilde di Wolf, sua cugina (soprano)

Corrado Waldorf (baritono)

Enrico, creduto suo fratello (tenore)

Rambaldo, parente della famiglia Rudenz (basso)

Un cancelliere (tenore)

Dame, cavalieri, paggi, armigeri e vassalli di Rudenz (coro)

Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice 30 gennaio 1838.

  • LUOGO: In Elvezia
  • EPOCA: XV secolo.
  • TRAMA: Antefatto
    Corrado è fuggito in Italia con l’amata Maria, negata in sposa dal padre di lei. Ma, temendola infedele, la abbandona nelle catacombe romane, lasciandola al suo destino. Il padre di Maria muore e designa come unica erede la nipote Matilde se Maria non si fosse presentata entro un anno.

    Atto I

    Corrado è tornato in Svizzera sotto falso nome, intenzionato a sposare l’amata Matilde; di Matilde però è innamorato anche Enrico, che è combattuto dall’amore fraterno e dalla gelosia. Inaspettatamente compare Maria, in realtà viva, dedica ad espiare le sue colpe in convento, e a pregare alla tomba del padre. Maria viene riconosciuta da Rambaldo e viene a sapere delle imminenti nozze tra Matilde e Rambaldo. Presa dalla rabbia irrompe alla cerimonia nuziale, caccia Corrado e rinchiude in convento Matilde.

    Atto II

    Nonostante tutto, Maria continua ad amare Corrado, e chiede aiuto ad Enrico che lo manda a chiamare. Maria minaccia Corrado minacciando di rivelare la sua vera identità (egli infatti è figlio dell’assassino Ugo di Berna) e di uccidere Matilde. Corrado, furibondo, colpisce gravemente Maria. Gli armigeri accorrono ma Maria si autoaccusa, scagionando Corrado.

    Atto III

    Tutto è pronto per celebrare le nozze tra Corrado e Matilde; ma Enrico viene a conoscenza della vera identità di Corrado, e decide di sfidarlo a duello, ma viene ucciso. Corrado, inorridito, si rifugia nella camera nuziale ma con orrore intravede Maria, non morta, ma viva, con un pugnale in mano: ha appena colpito a morte Matilde. Maria afferma che ha fatto tutto ciò solo per amore, scopre di nuovo le bende delle ferite e muore di stenti.

  • APPROFONDIMENTO:Alla ‘prima’ veneziana l’opera fece fiasco; Donizetti non esitò perciò a smembrarla, riutilizzando parecchio materiale per lavori successivi: il Larghetto “Sì, del chiostro penitente” (Maria, finale primo) entrò in Poliuto (finale secondo) e quindi in Les Martyrs , mentre altre parti confluirono nella nuova versione di Gabriella di Vergy (1838). Dopo la partenza di Donizetti per Parigi, l’opera riscosse un certo successo; entro il 1842 fu data in vari teatri, compresa la Scala, e forse per questo Donizetti cessò di riutilizzarne la musica per altri lavori.

L’opera pare configurarsi come un melodramma violento, agghiacciante e pieno di eccessi, ma a uno sguardo più attento emergono un compiuto senso delle proporzioni musicali e una serie di effetti intensamente espressivi; Donizetti conferma qui la predilezione per l’amore violento, per i soggetti drammatici (come già in Roberto Devereux ), per le grandi passioni romantiche che, per il loro carattere provocatorio, cadevano spesso sotto i tagli della censura. Il primo atto esibisce una costruzione equilibrata ed efficace e contiene pagine notevoli, come il preludio e l’introduzione (insolitamente per sole voci femminili), l’aria di sortita di Corrado (“Ah, non avea più lagrime”) e il Larghetto “Sì, del chiostro penitente” (Maria, finale primo), che spicca per le lunghe frasi ricche di inquietudine e per le angosciose modulazioni. Il potenziale drammatico così abilmente montato viene forse un po’ disperso nelle parti seguenti, tra le quali, peraltro, emergono il preludio al secondo atto (con uno straordinario assolo di clarinetto), il duetto “Fonte d’amare lagrime” (Maria e Corrado, finale secondo), caratterizzato dal contrasto melodico che oppone i due personaggi, e la grande aria finale di Maria, “Mostro iniquo tremar tu dovevi” (atto terzo). L’opera, dopo essere caduta nell’oblio, ha conosciuto un’importante ripresa a Venezia nel 1981. (Dizionario dell’Opera)

  • ASCOLTO:

 Finale dell’Opera.

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