La favorita

GAETANO DONIZETTI:

La favorita, dramma serio in 4 atti su libretto di Alphonse Royer e Gustave Vaez, dal dramma Le comte de Comminges di Baculard d’Arnaud.

  • PERSONAGGI:

Lèonor de Guzman (mezzosoprano)

Inès, confidente di Lèonor (soprano)

Fernand (tenore)

Alphonse XI, re di Castiglia (baritono)

Balthazar, superiore del convento di san Giacomo di Compostella (basso)

Don Gaspar, ufficiale del re (tenore)

un signore (tenore)

Signori e dame di corte, paggi, guardie, monaci di san Giacomo, pellegrini (coro)

Prima rappresentazione: Parigi, Teatro dell’Opera 2 dicembre 1840.

  • EPOCA: 1340 circa
  • LUOGO: Regno di Castiglia
  • TRAMA:

Atto I

Nel convento dei frati di Santiago de Compostela, padre Balthazar nota il novizio Fernand assorto nei suoi pensieri. Fernand gli rivela che è innamorato di una donna di cui non conosce né il nome né la condizione, e decide di abbandonare il convento per trovare la ragazza. Il padre lo avverte delle insidie della vita mondana. Intanto, sull’isola di Leon, Inez e le sue amiche attendono il battello che conduce Fernand alla bella sconosciuta. Fernand la trova: è Leonore, che gli dice di amarlo, ma non potrà mai essere sua sposa. Inez, intanto, avvisa i due che sta arrivando il re. Fernand, ingenuamente, crede che la donna sia corteggiata dal re Alphonse IV, anche se egli è sposato. Per compiacerla, e ascoltando un suo consiglio, decide di seguire la carriere militare.

Atto II

Nei giardini d’Alcazar, Alphonse commenta con Don Gaspar la vittoria sugli infedeli, dove si è distinto il giovane Fernand. Anche se deve ricevere un messo dal papa, Alphonse riceve la sua amante Leonore, con cui da tempo ha una relazione. Leonore si ribella, stanca della sua relazione col re, e lo avvisa di non fare azioni sconsiderate, visto che Alphonse, per amor suo, decide di ripudiare la moglie. Durante la festa che il re ha organizzato per Leonore, Alphonse scopre che Fernand ama la bella, e la Favorita rivela che ella è innamorata di un giovane di cui non rivela il nome. Irrompe Balthazar, messo del papa, che minaccia il re, maledice Leonore, e consegna la bolla papale contenente la scomunica per Alphonse.

Atto III

Alphonse, scoperto che Fernand ama Leonor, decide di farli sposare, per rappacificarsi con la Chiesa. Leonor rimane interdetta, ma decide di confessare a Fernand il passato, e manda Inez a cercarlo. La povera Inez, però, viene arrestata da don Gaspar. Il re nomina Fernand marchese, e viene celebrato il matrimonio dei giovani. Improvvisamente arriva Balthazar, e il giovane capisce che ha sposato l’amante del re, e lancia ingiurie su Alphone e Leonor, spezza la spada ai piedi del re, ed esce con il padre Balthazar.

Atto IV

Nel convento di san Giacomo, i monaci stanno scavando le loro tombe. Fernand ricorda l’amata Leonor, sul procinto di prendere i voti (Favorita del re… spirito gentil ne’ sogni miei). Proprio Leonor compare, spossata dal dolore e in fin di vita, e chiede perdono a Fernand pregando nella cappella. Subito dopo essere stato iniziato, Fernand incontra Leonor e si sconvolge. Leonor si dichiara innocente, e muore ottenendo il perdono dell’amato.

  • APPROFONDIMENTO:

Negli anni europei della carriera di Donizetti (1838-46) Parigi era una città cosmopolita, che ospitava artisti come Chopin, Liszt, Mendelssohn, Meyerbeer, Cherubini, Rossini, Bellini, Heine, Wagner. Nei mesi precedenti il debutto de La Favorite , dopo il Roberto Devereux e l’ Elisir d’amore rappresentati al Théâtre Italien, la nuova versione di Lucia di Lammermoor (in francese) al Théâtre de la Renaissance, La Fille du régiment all’Opéra-Comique e Les Martyrs all’Opéra, Berlioz poteva a buon diritto lamentarsi del fatto che il compositore bergamasco avesse colonizzato i teatri francesi. Attivo, come sempre, su più fronti, Donizetti nell’autunno-inverno 1839-40 preparava il Duc d’Albe per l’Opéra (poi sospeso), La Fille , Les Martyrs , e una nuova opera commissionatagli dal Théâtre de la Renaissance: L’Ange de Nisida . Fallito l’impresario, «ciuccio assaje», che «jettava denare da tutte le parti» (come scrisse il compositore), L’Ange fu riciclato di gran fretta, poiché Léon Pillet, impresario dell’Opéra, chiedeva un nuovo lavoro per sostituire il Duc d’Albe . Donizetti, alle prese con la composizione di un’opera per il Teatro Apollo di Roma ( Adelia ), accettò di trasformare la partitura dell’ Ange in quella della Favorite.

La favorite è un centone: gran parte della musica è quella dell’ Ange de Nisida , alcuni spunti derivano da Pia de Tolomei e da L’assedio di Calais , la romanza di Fernand “Ange si pur” (“Spirto gentil”) è innestata dal Duc d’Aube . Alcuni numeri dell’ Ange , a loro volta, erano stati cavati dall’incompiuta Adelaide , opera semiseria basata sul dramma di Baculard d’Arnaud Les Amours malheureux, ou Le comte de Comminge (Parigi, 1790). Anche la scena finale dell’ Ange si ispirava al dramma di Arnaud, presentando analogie con il libretto dell’ Adelaide e Comingio che Gaetano Rossi scrisse per Giovanni Pacini (Milano 1818). Il libretto in tre atti dell’ Ange , di Alphonse Royer e Gustave Vaëz, venne ampliato in quattro atti e adattato alle attese del pubblico dell’Opéra. La vicenda mantenne un impianto drammaturgico abbastanza simile, soprattutto nella seconda parte, salvo alcuni importanti cambiamenti nell’ambientazione e nei ruoli vocali (nell’ Ange , Don Gaspar è un basso buffo e la protagonista un soprano di coloratura improntato all’esempio della Lucie francese). Come grand-opéra , La favorite risulta abbastanza atipica: c’è l’ampio balletto, nell’atto terzo, nel quale all’Opéra brillava Carlotta Grisi, futura interprete di Giselle ; ma per il resto il coro ha solamente una funzione ornamentale e suggerisce l’opposizione di ambienti, quello austero del convento in cui si apre e si chiude l’opera e quello dai toni sgargianti della corte di Castiglia. L’elemento storico-politico è trascurato, a parte le battute che si scambiano Balthazar e Alphonse, nel momento in cui le ragioni sentimentali del sovrano cozzano contro la ragion di stato e il volere della Chiesa romana: l’episodio prefigura alla lontana lo scontro fra Filippo II e il grande Inquisitore nel Don Carlos verdiano. Del grand-opéra è mantenuta la libertà formale (i numeri non seguono sempre gli schemi pluripartiti dell’opera italiana, spesso si articolano più agilmente), ma la vicenda, nel complesso, è a carattere privato: un dramma intimo, di cui il protagonista è Fernand, che incarna gli ideali dell’amor cortese e rimane vittima del proprio candore di novizio inesperto del mondo. L’opera narra proprio del suo viaggio ‘di conoscenza’: Fernand si allontana dal convento, si scontra con la società, ritorna al convento nell’ultimo atto, perseguitato dal fantasma del suo amore infelice. Il personaggio di Léonor è uno dei primi grandi ruoli ottocenteschi per mezzosoprano; concepita per Teresa Stolz, non presenta caratteri di agilità brillante (a parte la cabaletta della sua aria del terzo atto, della quale la versione originale presenta una cadenza completa omessa nella versione italiana), piuttosto si abbandona a melodie di ampio respiro, soffuse di malinconia, e a frasi veementi e appassionate: sul suo esempio saranno scritte Eboli e Amneris.

Rappresentata alla Scala nel 1843, dopo un allestimento a Padova dell’anno precedente, la Favorite fu adattata per i teatri italiani da Calisto Bassi e subì vari mutamenti di titolo, per motivi di censura (ad esempio diventò Elda , Daila o Riccardo e Matilde ). Una nuova traduzione di Francesco Jannetti, del 1860, risulta alquanto distante dall’originale. Ad esempio Balthazar-Baldassarre, che nel libretto francese si rivolge a Fernand appellandolo «Mon fils», cioè «figliolo», e nell’ultimo atto lo chiama «mon frère» (perché Fernand ha preso i voti), nella versione italiana diventa proprio il padre di Fernando; non solo: ha anche una figlia, la quale è nientemeno che la moglie tradita di Alfonso. La regina non compare in scena, però è a lei che i monaci scavano la fossa all’inizio dell’ultimo atto, poiché è morta, «vittima infelice» di Alfonso! È per l’onore macchiato della figlia che Baldassarre protesta, inveendo contro il re nel finale secondo: il conflitto tra il volere della Chiesa e l’arbitrio di Alphonse viene ridotto a un più ‘italiano’ scontro di famiglia, fra suocero inviperito e genero fedifrago. Se alla fine dell’Ottocento La favorite scomparve a poco a poco dalle scene francesi, in Italia rimase un’opera di repertorio, grazie anche a una felice tradizione di interpreti femminili quali Ebe Stignani, Fedora Barbieri, Giulietta Simionato, Fiorenza Cossotto. Nel settembre 1991, due allestimenti hanno riproposto la trascurata versione francese: a Bergamo (direttore Donato Renzetti) e a Parigi (direttore Arturo Tamayo) (Dizionario dell’Opera)

  • ASCOLTI:

Vien Leonora a’ piedi tuoi (Atto II)  Ettore Bastianini

De nemici tuoi lo sdegno (Atto II) Ettore Bastianini

In questo suolo (Atto II), Bastianini, Simionato.

Ah sire che mai fu (Atto II) Simionato, Bastianini.

Sire, io ti deggio (Atto III) Ettore Bastianini

Fia dunque vero? (Atto III) Giulietta Simionato

Spirto gentil (Atto IV) Franco Corelli

 

 

 

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