Jussi Björling

Johan Jonatan Björling,

detto Jussi, era figlio di una pianista professionista e di un tenore di buona levatura (cantò al Metropolitan), che era anche un bravo maestro di canto (scrisse un libro sulla tecnica vocale). Il padre, Jussi e due fratelli formarono il Björling Male Quartet, che dal 1916 al 1926 compì parecchie tournée in Svezia e negli Stati Uniti d’America.

Dopo la morte del genitore nel 1926, Bjorling studiò a Stoccolma, all’Accademia Reale di Musica, debuttando quattro anni dopo all’Opera Reale di Stoccolma nel ruolo del Lampionaio della Manon Lescaut. In pochissimo tempo aggiunse al repertorio Don Ottavio in Don Giovanni, il conte di Almaviva ne Il barbiere di Siviglia e Arnoldo in Guglielmo Tell, oltre ad affrontare poi progressivamente tutti i più importanti ruoli di genere lirico e lirico-spinto dell’operistica italiana e francese.

Ci vollero pochi anni per conquistare l’Europa: da ricordare in particolare le apparizioni a Vienna (Aida con la direzione di Victor De Sabata nel 1936, Faust e Pagliacci nel 37), Salisburgo (Don Giovanni), Lucerna (Messa di requiem di Verdi con la direzione di Arturo Toscanini nel 1939), Royal Opera House di Londra (Il trovatore nel 1939 diretto da Vittorio Gui), oltre a presenze a Praga, Berlino, Copenaghen.

Nel 1937 approdò negli Stati Uniti debuttando in un concerto alla Carnegie Hall e poi a Chicago nel Rigoletto, cui seguì nel 1938 il debutto al Metropolitan ne La bohème. Aveva solo 26 anni e un ampio repertorio: dei 55 ruoli che avrebbe ricoperto, 53 erano stati già cantati sul palcoscenico. Per venti stagioni (con la sola interruzione della guerra e degli anni 1954 e 58) fu una delle stelle più amate del Metropolitan; si citano, fra i tanti, alcuni spettacoli inaugurali: Un ballo in maschera nel 1940, Don Carlo nel 1950 (primo dell’era Bing), Faust nel 1953.

Fu presente anche in alcuni altri primari teatri statunitensi, come San Francisco, Chicago, New Orleans, mentre, con l’eccezione, pressoché ogni anno, della Svezia, ritornò solo sporadicamente nei paesi europei, tra cui l’Italia: nel 1943 fu a Firenze nel Trovatore, nel 1946 e 51 a Milano (Rigoletto al Palazzo dello sport e Un ballo in maschera alla Scala, rispettivamente) e nel 1960 (anno della scomparsa), dopo oltre vent’anni, alla Royal Opera House di Londra in Bohème (dove cantò nonostante una crisi cardiaca l’avesse costretto a interrompere la prova generale).

La sua carriera e vita vennero guastate dall’alcolismo, che peggiorò un quadro clinico già gravato da problemi cardiaci e depressione. Morì all’improvviso per attacco cardiaco all’età di 49 anni.

CURIOSITÀ: E’ poco noto che Bjorling cantò in un’unica occasione con Maria Callas in due recite del Trovatore alla Lyric Opera di Chicago nel 1955, di cui purtroppo non è rimasto alcun documento sonoro; del cast facevano parte anche Ettore Bastianini ed Ebe Stignani.

 http://www.youtube.com/watch?v=46vuwLxRU7I

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