Der fliegende Holländer

RICHARD WAGNER (1813-1883)

Der fliegende Holländer (L’olandese volante) è un’opera in tre atti, nota anche con il titolo Il vascello fantasma, su libretto dell’autore, tratto da un episodio del romanzo incompiuto di Heinrich Heine Aus den memorien des Herrn von  Schnabelewopski. Wagner la scrisse inizialmente come atto unico, in contrasto con la tradizione. Oggi viene però eseguita generalmente in tre atti. Il tema centrale è (come in altre opere) l’amore incondizionato come strumento per il raggiungimento della redenzione.

  • PERSONAGGI:dutchman

L’olandese (basso-baritono)

Daland, marinaio norvegese (basso)

Senta, sua figlia (soprano)

Erik, cacciatore (tenore)

Mary, nutrice di Senta (contralto)

Marinaio di Daland (tenore)

Marinai, giovani donne (coro)

PRIMA RAPPRESENTAZIONE: Dresda, Hofoper, 2 gennaio 1843.

  • LUOGO: Un villaggio di pescatori in Norvegia.
  • EPOCA: XVIII secolo.
  • DURATA: 2 ore e 30 minuti.
  • TRAMA:

Atto I  Tornando verso casa con la sua nave, Dalando, un navigatore norvegese, si trova ad affrontare una tempesta che lo costringe a cercare rifugio a riva. Lascia quindi di guardia una sentinella e va a dormire con i marinai. La sentinella però si addormenta, quando compare un vascello fantasma, nero e dalle vele rosse, da cui scende a terra un uomo pallido vestito di nero. L’uomo si lamenta del suo destino: avendo maledetto Dio a causa delle difficoltà riscontrate nel superare il Capo di Buona Speranza durante una tempesta, è costretto a navigare per sempre senza meta. Un angelo gli annunciò i termini della sua redenzione: ogni sette anni, una tempesta lo porterà a riva, e solo se troverà una moglie che gli sarà fedele per l’eternità potrà abbandonare il suo triste destino. Daland lo incontra. Il fantasma gli offre dei tesori, e quando viene a sapere che Daland ha una figlia nubile ne chiede la mano. Daland acconsente tentato dagli ori. Entrambe le navi ripartono.

Atto II  Delle ragazze cantano nella casa di Daland. Senta guarda sognante il quadro dell’Olandese volante, che vuole salvare. Contro la volontà della nutrice, canta la storia dell’Olandese, di come Satana lo udì giurare e lo portò nel suo mondo, e dichiara in modo passionale la sua intenzione di salvarlo. Erik arriva e la sente; le ragazze se ne vanno, ed il cacciatore che ama la ragazza la rimprovera, raccontandole il suo sogno, in cui Daland ritorna con uno straniero misterioso che la porta via con sé nel mare. Lei ne è felice, ed Erik se ne va sconsolato. Daland arriva con lo straniero; lui e Senta si guardano in silenzio. La figlia quasi non nota il padre, neppure quando le annuncia le intenzioni dell’Olandese. Senta giura in un duetto di essergli fedele fino alla morte.

Atto III  In tarda serata, i marinai di Daland invitano gli uomini dell’Olandese ad aggregarsi alla festa, ma invano. Delle forme spettrali appaiono sulla nave dell’Olandese, e gli uomini scappano impauriti. Senta arriva, seguita da Erik che la rimprovera. Quando lo straniero sente queste parole, è preso dalla paura che lei possa non essergli fedele. Racconta a Senta, suo padre e i marinai di essere l’Olandese volante. Quando salpa con la nave, Senta si tuffa, e muore annegata. Questo salva l’Olandese, che sale con Senta in paradiso.

  • APPROFONDIMENTO

Con Der fliegende Holländer Wagner compi un grande passo avanti rispetto a Rienzi. Si tratta della prima pietra miliare sulla strada che lo conduce dall’opera al dramma musicale. Negli anni seguenti il compositore non andrà molto fiero del suo Rienzi e scriverà a Liszt: ” Io, come artista e come uomo, non ho cuore per dispormi a ricostruire quello che, secondo il mi gusto, è un lavoro ormai superato e che, causa delle dimensioni spropositate, ho dovuto rimodellare più di una volta. Non ne ho più il cuore e disidero invece con tutta l’anima produrre qualcosa di nuovo.” Ne parlava come di un errore giovanile, mentre invece in Der fliegende Holländer  c’è ben poco, se non nulla, che avrebbe potuto turbare la sua coscienza artistica.

Il libretto di  Wagner si basa sulla leggenda folcloristica dell’Olandese volante, l’ebreo errante dell’oceano. Un capitano olandese che, si dice, stava tentando di doppiare il Capo di Buona Speranza nonostante imperversasse una violenta burrasca, giurò di realizzare il suoproposito anche se avesse dovuto navigare per l’eternità. Udito il giuramento, il diavolo condannò il capitano a navigare fino al giorno del giudizio; l’unica speranza di salvezza consisteva nel trovare una donna che lo avesse amato fedelmente fino alla morte. Una volta ogni sette anni veniva concesso al marinaio di sbarcare, per cercare la donna che lo avrebbe redento con il suo amore. Nell‘Olandese volante Wagner utilizza una serie di leimotiven, non con la stessa profusione che avrebbe caratterizzato i suoi drammi in musica, ma certo con una libertà di gran lunga maggiore che nel Rienzi. L’ouverture, che si può considerare un’eloquente e magnifica narrazione in musica dell’intera opera racchiude in sè già tutti i leimotiven. Si apre con un passaggio tempestoso, dal quale scaturisce l’energico, ma tetro motivo dell’Olandese volante, il cupo eroe della leggenda. L’orchestra turbina ed imperversa come un mare ruggente, sferzato da una tremenda tempesta; durante il corso della furiosa orchestrazione il motivo dell’Olandese viene ripreso più volte, come se si riuscisse a intravedere la sua sagoma tra l’oscurità e la violenza degli elementi. Lui è lì, spera di morire, ma al tempo stesso è indistruttibile. Mentre l’eccitazione va scemando a poco a poco, sopraggiunge una frase calma, in qualche modo ondeggiante che ripercorre l’opera nel momento in cui il vascello dell’Olandese attracca nel porto norvegese. Poi ritorna il motivo dell’Olandese, questa volta suonato con dolcezza, come se lo sventurato sospinto dalla tempesta trovasse alla fine un momento di pace.  Capiamo subito a cosa è dovuto questo momento perchè sentiamo, come battute profetiche, le note della splendida ballata interpretata da Senta nell’atto II, quando ella racconta la leggenda dell’Olandese volante; possiamo a ragione definire questa frase d’apertura come il motivo di Senta.  Di seguito arriva la frase che indica l’attracco del vascello e poi il motivo dell’Olandese, che va sfumando nel modo più lieve. Con improvvisa energia l’orchestra si precipita nella musica dell’oceano agitato, introducendo questa volta il lamento commovente ed agitato che l’Olandese interpreta nel primo atto dell’opera. Di nuovo sentiamo il suo motivo e di nuovo la musica sembra raffigurare l’oceano tempestoso e mulinante, come quando è sconvolta da un violento fortunale. L’orchestra continua con un ritmo furioso anche quando sentiamo le battute del coro dei marinai, che sembrano urlare per sopravanzare la tempesta.

Caratteristico di questa ouverture è quello che si può definire il motivo dell’Oceano, che raffigura in maniera ancora più vivida l’aspetto dell’oceano durante la tempesta ed è presente in tutta l’opera, in special modo nella ballata di Senta. L’ouverture si conclude con appassionato impeto melodico, che si sviluppa partendo dalle frasi conclusive della ballata di Senta; frasi che sentiremo ancora alla fine dell’opera, quando la ragazza si sacrifica per salvare l’amato. [Dizionario dell’Opera, Gustav Kobbé]

  •   CURIOSITÀ:

Volendo prestar fede alle memorie di Richard Wagner, L’olandese volante fu suggerito alla sua fantasia da un viaggio navale verso Londra compiuto tra il luglio e I’agosto del 1839 su un mare in tempesta; naturalmente accanto a questa suggestione di carattere autobiografico c’è anche una vera fonte letteraria, individuabile nella versione che Heinrich Heine fece di una antica leggenda marinara nordica.

Considerata dai critici la prima opera in cui Wagner mette compiutamente a fuoco il proprio personale universo estetico, l’opera ha debuttato a Dresda il 2 gennaio 1843; da allora l’orchestrazione e la divisione in atti subirono diverse modificazioni, per giungere intorno al 1860 alla versione nella quale oggi normalmente si rappresenta. Il tema romantico dell’eroe maledetto, la redenzione portata dalla fedeltà di una donna, la straordinaria caratterizzazione dell’atmosfera nordica e leggendaria sono tutti elementi che nella poetica di Wagner torneranno con sempre maggiore incisività, ma forse nel suo catalogo poca altra musica ha il fascino tempestoso e gelido della musica dell’Olandese volante.

Wagner aveva pensato di rappresentare Der fliegende Holländer in un atto unico, altro elemento di rottura con la tradizione; il suo progetto venne realizzato a Bayreuth nel 1901. A questo proposito Ernest Newman, nel suo inestimabile Wagner Nights, ci dice che vennero operati dei tagli dalla battuta 26, prima della fine del postludio orchestrale all’Atto I, fino alla battuta 19 del preludio all’Atto II; anche alla fine dell’Atto II  vennero omesse un decina di battute.

Per ulteriori curiosità visualizza questa pagina.

  • DISCOGRAFIA:
  1. Der Fliegende Holländer – Covent Garden Orchestra, Antal Dorati, Leonie Rysanek, George London, 1962, Decca, 460738-2
  2. Der Fliegende HolländerOrchester der Bayreuther Festspiele, Karl Bohm, Thomas Stewart, Gwyneth Jones, 1972, Deutsche Grammophon
  3. Der Fliegende Hollander – Berlin Philarmonic Orchestra, Herbert von Karajan, José van Dam, Dunja Vejzovic, Kurt Moll, Peter Hoffman, 1981-83, EMI
  4. Der Fliegende Holländer – Wiener Philharmoniker, Christoph von Dohnányi, Robert Hale, Hildegard Behrens, Josef Protschka, 1991, Decca, 436418-2
  5. Der Fliegende Holländer – Deutsche Oper Berlin Orchestra, Giuseppe Sinopoli, Bernard Weikl, Cheryl Studer, Hans Sotin, Placido Domingo.
  • ASCOLTI:
  1. Ouverture
  2. Opera completa (audio)
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