Lodoletta

PIETRO MASCAGNI:

Lodoletta, dramma lirico in 3 atti su libretto di Gioacchino Forzano ed è tratto dal romanzo Two Little Wooden Shoes di Marie Louise de la Ramée, (Ouida).

  • PERSONAGGI:
Personaggio Voce Cast prima, 30 aprile 1917
(Direttore: Pietro Mascagni )
Lodoletta soprano Rosina Storchio
La pazza contralto Cleofe Braghini
Maud soprano Luigia Pieroni
La vanard soprano Ida De Filippis
Flammen tenore Giuseppe Campioni
Giannotto baritono Enrico Molinari
Franz baritono Leone Paci
Antonio basso Augusto Dadò
Una voce/un postino tenore Ettore Bonzi

Prima rappresentazione: Roma, Teatro Costanzi il 30 aprile 1917.

  • EPOCA: 1853.
  • LUOGO: Olandalodoletta
  • TRAMA:

In Olanda, nella seconda metà del XIX secolo. Si festeggiano i sedici anni di Lodoletta, la figlia adottiva di Antonio. Il vecchio, per poter comprare due zoccoletti rossi alla ragazza, presta (in cambio di una moneta d’oro) l’immagine della Madonna a Flammen, un pittore parigino esule in Olanda per motivi politici; poi Antonio sale su un albero per cogliere alcuni rami di pesco, ma cade e muore. Flammen protegge Lodoletta, rimasta sola al mondo; ma il paese mormora, perché la ragazza viene considerata l’amante di un libertino. Flammen, pur innamorato di Lodoletta, torna in Francia (ha ottenuto la grazia) e la abbandona. Lodoletta allora lo raggiunge a Parigi (“Flammen perdonami”): nevica, è la notte di san Silvestro, e la ragazza vede attraverso una finestra Flammen che festeggia Capodanno; tenta allora di scappare, ma cade sulla neve e muore. Il pittore esce di casa, vede i due zoccoletti rossi e scopre il cadavere di Lodoletta.

  • APPROFONDIMENTO:

Era stato Giacomo Puccini a vincere l’asta per i diritti di Due zoccoletti , il romanzo di Ouida che desiderava musicare: un progetto che stava a cuore anche a Mascagni e a Casa Sonzogno. Ma Puccini, pur vincitore, rinunciò all’idea, lasciando campo libero a Mascagni. «Ho voluto specialmente che dalla musica scaturisse un mite senso di conforto, una virtù restauratrice per la vita morale dell’umanità passata attraverso al gran dramma della guerra»: così, al ‘Corriere della Sera’, il compositore aveva spiegato perché, dopo Isabeau e Parisina (ossia dopo un periodo influenzato da D’Annunzio) era tornato a una vicenda idillica più vicina all’ Amico Fritz , seppure con finale drammatico.

L’opera non è immune da un certo bozzettismo: piccoli quadri di paese con coretti di bimbi e macchiette. Non stupisce che il personaggio della protagonista piacesse a Puccini: è un’eroina semplice che lotta per il proprio amore.

Mascagni riesce a descrivere il passaggio del suo animo da spensierata ragazza a donna che soffre per amore in due arie: “Comari, comari che corsa” è il suo allegro ingresso in scena, ancora felice, ancora in clima di idillio; “Flammen perdonami” è invece già il canto di un amore adulto, di una maturità forse troppo presto raggiunta.

L’attenzione per la melodia, per i singoli particolari avvicina la scrittura di Mascagni a quella di Puccini; l’orchestra predilige sonorità trasparenti, mai grevi, a tratti già vicine a quelle di , l’operetta scritta poco dopo. Ma Mascagni riesce anche a evidenziare la drammaticità di alcune scene inserendole, a contrasto, in momenti di gioia: così per la morte di Antonio, nel corso della festa del primo atto, con una toccante nenia funebre; e nel finale, dove l’orchestra declina un valzer per la festa di Capodanno mentre Lodoletta muore.

  • CURIOSITA’:

La prima negli Stati Uniti venne data il 12 gennaio 1918 al Metropolitan Opera House a New York, con Geraldine Farrar nel ruolo di Lodoletta ed Enrico Caruso in quello di Flammen.

  • BRANI CELEBRI:

Tel dissi Lodoletta (Giannotto) Ettore Bastianini

Ah ritrovarla nella sua capanna (Flammen) Beniamino Gigli

Se Franz dicesse il vero (Flammen) Franco Corelli

Flammen perdonami (Lodoletta ) Toti dal Monte

Flammen perdonami (Lodoletta) Renata Tebaldi

Flammen perdonami (Lodoletta) Renata Scotto

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