Giulietta e Romeo

RICCARDO ZANDONAI:

Giulietta e Romeo, Tragedia in tre atti su libretto di Arturo Rossato, da Shakespeare.

  • PERSONAGGI
Personaggio Interprete
Giulietta Capuleto Gilda Dalla Rizza
Romeo Montecchio Michele Fleta
Isabella Agnese Porter
Tebaldo Carmelo Maugeri
Il cantatore
Un Montecchio
Luigi Nardi
Gregorio
Famiglio
Nello Palai
Sansone Mario Pinheiro
Bernabò Michele Fiore
Una donna Lucia Torelli
Un banditore Ernesto Besanzoni

Direttore d’orchestra era lo stesso Zandonai; maestro del coro era Achille Consoli, regista Romeo Francioli, scenografo Pietro Stroppa.

PRIMA RAPPRESENTAZIONE: Roma, Teatro Costanzi, 14 febbraio 1922.romeo e giulietta zandonai

  • LUOGO: Verona e Mantova.
  • EPOCA: XIV secolo.
  • DURATA: 1 ora e 50 min. circa.
  • TRAMA:

A Verona le famiglie dei Montecchi e dei Capuleti sono in lotta fra loro. Un giovane mascherato fa da mediatore per la pace, ma Tebaldo, sostenitore dei Capuleti, gli si oppone. Il banditore avvisa dell’arrivo di una ronda di sorveglianza; mentre tutti scompaiono il giovane mascherato resta nei paraggi, ben nascosto: si scopre essere Romeo Montecchi quando, affacciatasi Giulietta Capuleti da una finestra, egli le dichiara il suo amore. Non possono amarsi, benché innamorati, per l’acceso contendere fra le rispettive famiglie; tuttavia Giulietta, tramite una scala di seta, fa salire Romeo nei suoi appartamenti: Romeo se ne andrà all’alba. Mentre si svolge un girotondo delle giovani Capuleti, arriva Tebaldo: egli sa di Giulietta e Romeo e biasima l’accaduto, anche perché Giulietta, per volere del padre, deve andare in sposa al conte di Lodrone, cosa ch’ella non vuole. Colpito a sangue, arriva Gregorio: è stato partecipe del nuovo scontro fra i sostenitori dei due casati, al quale ha visto partecipare anche Romeo. Ma Romeo in realtà non avrebbe mai potuto, perché sta proprio lì, nel giardino del girotondo, ancora una volta nascosto: e sfida allora Tebaldo a duello, ferendolo a morte; Giulietta fa fuggire Romeo, la cui spada insanguinata resta però sul luogo del delitto. In un’osteria di Mantova, Romeo attende notizie da Verona. Un cantatore canta di tristi cose: una canzone di lutto per la scomparsa Giulietta. Romeo gli si getta addosso, perché smentisca la notizia, dica che non è vero quel che canta; ma il servo da cui attendeva notizie dalla città arriva e conferma tutto, e aggiunge che Giulietta è morta proprio poco prima di sposarsi col conte Lodrone, designatole dal padre. Romeo torna a Verona e, davanti a Giulietta morta, si avvelena. Ma Giulietta non è morta: morente Romeo, si ridesta dagli effetti di una droga presa a bella posta per non sposare il conte Lodrone. Chi avrebbe dovuto avvertire Romeo ha fatalmente tardato; mentre Romeo spira, il dolore stronca anche Giulietta.

  • APPROFONDIMENTO:

La classica situazione shakespeariana è trattata da Zandonai con la consueta sapienza orchestrale, e con capacità lirica tendente a sottolineare gli snodi più riposti della vicenda – quelli che annunciano la tragedia e preparano gli eventi, mettendosi quasi in attesa di ciò che il fato ha predestinato – piuttosto che i punti di rappresentazione vera e propria; la capacità di indagare le pieghe e gli anfratti più riposti della psicologia della passione diventa pagina musicale avvolgente, insinuante, anche pateticamente svolta. Sostenuta dalla grana di voce duttile e liricizzante degli archi, la melodia si irrobustisce sovente con l’intercalare, dentro questo impasto, ingressi improvvisi e squillanti, preveggenti sottolineature bronzee del destino incombente: ciò che sempre colpisce, qui e altrove in Zandonai, è il bilanciamento delle voci, il colore dell’impasto d’insieme, la partecipazione delle voci all’affresco sinfonico e, insieme, la dimensione concertante, quasi concorrenziale, delle voci e dello strumentale.

  • ASCOLTI:

Opera completa (1961)

Opera completa, parte prima (Verona 1983)

Opera completa, parte seconda

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Conchita

RICCARDO ZANDONAI

CONCHITA, Opera in 4 atti su libretto di di Maurizio Vaucaire e Carlo Zangarini, dal romanzo La Femme et le pantin di Pierre Louÿs.

  • PERSONAGGI:
Anna
Soprano
Conchita
Soprano
Dolores
Soprano
Enrichetta
Mezzosoprano
Estella
Mezzosoprano
Garcia
Basso
I spettatore
Tenore
II spettatore
Tenore
III spettatore
Baritono
il ‘Sereno’
Basso
inglese (2)
Baritono
la madre di Conchita
Mezzosoprano
la sorvegliante
Mezzosoprano
Mateo
Tenore
Pepita
Mezzosoprano
Rufina
Mezzosoprano
Tonio
Basso
un banderillero
Baritono
un giovanotto
Tenore
un ispettore
Basso
un venditore di frutta
Tenore
una donna
Soprano
una guida
Tenore
una madre
Mezzosoprano
una ragazza
Soprano
  • LUOGO: Siviglia.
  • TRAMA:Conchita che a Siviglia fa la sigaraia, non vuol amoreggiare con Mateo, che la ama, perchè ricco e per lei questo è sinonimo di poca onestà . Ma il buon Mateo di nascosto offre denaro alla madre di Conchita. E tuttavia la giovine di quella vitaccia non ne può proprio più, allora si mette a fare la ballerina di flamenco. Mateo la cerca, vorrebbe salvarla da quella che gli pare un’esistenza non degna e le offre una condizione onorevole, nonché una ricca casa. Ma Conchita, siccome lui è ricco e perciò non le par sincero, per metterlo alla prova finge di trovarsi un amante. Quando lo vede geloso, crede alla sua sincerità e proclama come quella gelosia le paia amore.
  • APPROFONDIMENTO:

La scelta di un autore come Pierre Louÿs fu per Zandonai il frutto dell’indicazione di una precisa scelta: quel decadentismo ‘a maglie strette’, fortemente suggestivo anche quando ‘pasticciato’ negli incroci con un crudo realismo, che fu a suo modo una bandiera letteraria dei primi anni del secolo.

All’atmosfera sensuale del romanzo di Louÿs, uno dei vertici del decadentismo francese, l’ancor giovane Zandonai appone, come sempre in seguito, una partitura ricchissima, sapiente e lucida per strumentazione e generale efficacia. Ancora carico di suggestioni tardoromantiche, d’altro canto di particolare pertinenza alle circostanze del libretto, l’autore mostra, come in un paradigma, quelle che saranno le sue capacità, destinate a maturare in Francesca da Rimini e nei Cavalieri di Ekebù .

  • EDIZIONE MEMORABILE: Torino, 1969 con Antonietta Stella, Aldo Bottion direttore Mario Rossi.
  • SPARTITO